Trattamenti

FIBROBLASTI AUTOLOGHI

Oggi, più che mai, siamo alla ricerca di metodologie efficaci con superiori margini di sicurezza. L’utilizzo dei FIBROBLASTI AUTOLOGHI, quindi propri, ha lo scopo di rigenerare i tessuti che tendono ad invecchiare aumentandone sia la quota cellulare, sia la qualità stessa delle cellule.

Come funziona

Inizialmente viene prelevato un piccolo frammento di pelle nell’area retro auricolare. Successivamente, il lembo di pelle così prelevato viene sottoposto (in laboratori ultra-specializzati) ad una serie di processi di controllo, di valutazione e di lavorazione per l’estrazione e la moltiplicazione dei fibroblasti. Dal momento del prelievo per ottenere l’espansione cellulare dei fibroblasti occorrono mediamente 15-20 giorni, dopodiché, la paziente può essere sottoposta al trattamento con le proprie cellule. Da un solo prelievo di 3×3 mm di cute si può ottenere una soluzione di circa 5 millilitri, nel cui contesto sono compresi dai 300.000 ai 400.000 fibroblasti. Tale metodica permette di conservare (la crioconservazione interrompe l’invecchiamento dei fibroblasti) in parte le cellule prelevate per poi utilizzarle dopo diversi mesi o anni..

Numero e frequenza sedute

L’uso delle proprie cellule esclude qualsiasi rischio di rigetto o contagio. I trattamenti possono essere ripetuti per svariati anni utilizzando i fibroblasti crioconservati, la cui età biologica al momento del prelievo era certamente inferiore rispetto all’età biologica e cronologica della persona.

Poiché la vita dei fibroblasti è di circa 5 – 6 mesi, normalmente, si tratta di sedute da effettuare a cadenza semestrale o annuale. Da un solo prelievo cutaneo è possibile effettuare circa 10 trattamenti.